UE: STOP ALLO “SPINNAMENTO” DEGLI SQUALI, VIA LIBERA AL REGOLAMENTO

SharkUna sorte meno crudele per il futuro dei squali in Europa è possibile. Il Parlamento ha dato il via libera a Strasburgo al regolamento salva-squali.

Gli squali non potranno più essere privati delle pinne , – pratica del finning – per poi essere vendute a peso d’oro sui mercati orientali.

Lo stop allo “spinnamento” degli squali è diventato un regolamento europeo, che impone a tutte le imbarcazioni che pescano nelle acque dell’Unione europea ed a tutte le barche dell’Unione Europea che pescano nel mondo, l’obbligo di far arrivare in porto gli squali pescati con le pinne attaccate al corpo.

Gli Stati membri non saranno quindi più autorizzati a concedere permessi di pesca speciali che autorizzano i loro pescherecci a tagliare le pinne a bordo per poi gettare le carcasse o il pesce ancora vivo in mare, dove andrebbe incontro ad una morte certa.

Con la messa al bando di quelle deroghe si chiude una lunga battaglia per salvare gli squali che ha mobilitato politici, ambientalisti, uomini di cultura e semplici cittadini: sono stati oltre 10.000 solo gli italiani ad aver sottoscritto già nel 2009 la petizione per la loro protezione lanciata dalla coalizione “Alleanza per lo squalo” – Shark Alliance. Senza contare che da anni la crisi spinge i consumatori ad acquistare una fetta di spinarolo, smeriglio, palombo o verdesca, senza sapere di mettere in tavola carne di squalo, di cui alcune sono minacciate di estinzione. Sono però le pinne a rappresentare la parte più pregiata dell’animale. In Oriente la zuppa di pinne di squalo è considerata una vera e propria prelibatezza, e una pinna di squalo di elefante può costare fino a 7.500 euro. La conseguenza è che il più fiero dei predatori, al top della catena alimentare nei mari, è ormai in pericolo in Europa e in tutto il mondo: sono circa 100 milioni quelli che vengono uccisi ogni anno.


Shark Alliance è una coalizione di oltre 130 organizzazioni che si dedicano alla conservazione degli squali su basi scientifiche. Shark Alliance è stata fondata ed è coordinata dal Pew Environment Group, il ramo del Pew Charitable Trusts che si occupa di tutela dell’ambiente.
Il finning è incentivato dall’utilizzo delle pinne di squalo come ingrediente principale di una zuppa tradizionale in alcune culture asiatiche.

I pescherecci europei sbarcano annualmente più di 100.000 tonnellate fra squali e razze (soprattutto verdesche) da tutto il mondo. La Spagna è responsabile di più della metà di questi sbarchi e di tre quarti delle verdesche catturate.
Prima di questo regolamento, i pescatori dell’UE che possedevano i permessi speciali potevono asportare le pinne di squalo in mare, conservandone i corpi. La conformità al regolamento in deroga viene controllata attraverso un complicato e indulgente rapporto di peso pinne-carcasse che consente di praticare il finning senza essere scoperti. Spagna e Portogallo erono gli unici Stati Membri dell’UE che ancora rilasciavano tali permessi.
Il metodo delle ‘pinne-attaccate’ è raccomandato dal Comitato scientifico, tecnico ed economico per la pesca dell’UE e dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura. É anche lo strumento scelto per l’applicazione del divieto di finning in più risoluzioni delle Nazioni Unite e nel Piano di conservazione dello squalo nell’ambito della Convenzione sulle Specie Migratorie.
In tutto il mondo, un numero crescente di Paesi, compresi quelli dell’America Centrale, così come gli Stati Uniti e Taiwan, hanno adottato la politica delle ‘pinne-attaccate’.